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A partire dalla seconda metà del 800, movimenti artistici desunti dalla cultura contemporanea mitteleuropea hanno trovato la massima espressione nel Liberty Palermitano.

Un periodo in cui la città vive un fermento di particolare vivacità sia economico che culturale, un’epoca d’oro nata grazie ad alcune importanti famiglie dotate di eccezionali capacità imprenditoriali: i Florio e i Whitaker. Le aspirazioni della borghesia emergente si riverberano così sull’architettura, ne possiamo citare alcuni rari esempi – sopravvissuti all’incuria del tempo, delle guerre odell’uomo- comeilcomplesso“Florio”all’Olivuzza,ilvillinoFavaloro-DiStefano, il Grand Hotel “Villa Igea”, la biblioteca di Palazzo Francavilla, il villino Basile, il teatro Biondo, Palazzo Agnello-Briuccia Si sviluppa così un concetto d’architettura intesa come “opera d’arte in tutto” che si concretizza in oggetti d’arredo, affreschi e maioliche, in particolare il vetro e il ferro battuto costituiscono una vera e propria innovazione che consente lo sviluppo di una sorta di “scultura-architettura”.

Artigiani, decoratori, mosaicisti, fabbri e vetrai sono chiamati quindi ad inserire negli edifici le proprie produzioni, dettagli di eccezionale fattura che impreziosiscono e rendono unico il Liberty Palermitano. In sintonia con tale tendenza, nella realizzazione di rivestimenti, si diffonde il ricorso alla “cementina” in sostituzione alle maioliche “Riggiole”, così da creare pavimenti più resistenti e duraturi nel tempo.

PRODOTTI

▸ Pavimenti
▸ Piastrelle
▸ Rivestimenti



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